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<title>Sigerico.it</title><link>http://www.sigerico.it/dblog/</link>
<description>Sigerico.it</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Verso la Gioia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Roma &egrave; la mia meta. Non manca molto ormai. Il mio percorso &egrave; quasi giunto alla fine. Ho camminato con lentezza estrema, fermandomi spesso. Nessuno ha capito perch&eacute; ho voluto viaggiare da sola, ma questo &egrave; un viaggio che appartiene a me soltanto, &egrave; un viaggio dentro me stessa.</p>
<p>Mi lascio attraversare dalle cose che vedo, anche da quelle che non posso toccare. Io sono la strada che sto percorrendo, sono il sole che mi riscalda, sono le nuvole portate dal vento. Io sono le persone che incontro sul cammino, sono il loro sorriso.<br />
<br />
Mi lascio contaminare da una gioia nuova che mi dilata lo spirito. So che questa &egrave; un'esperienza mistica, che mi ha cambiato per sempre. Non ha addolcito il mio dolore, ma l'ha trasformato, conferendogli un senso.<br />
Sul mio taccuino ho annotato le emozioni pi&ugrave; forti: la paura, la solitudine, la voglia di tornare, il bisogno di andare avanti. Giorno dopo giorno ho sentito tutte queste sensazioni compenetrarsi, fino a divenire indistinguibili.</p>
<p>Le ho sentite trasformarsi in una gioia autentica, costruita passo dopo passo, <i>sulla via che un tempo portava il mio nome</i>.&nbsp; <br />
&nbsp;</p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sigerico.it/public/post/verso-la-gioia-277.asp]]></link>
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	<dc:date>2009-04-06T00:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Stregapigra</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Cercando cercatori alla ricerca]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I miei piedi sfibrati dal lungo cammino azzannano il polveroso sentiero, mentre la sera richiama l'eco delle stelle a consolare i miei perch&eacute;.</p>
<p>Cenciosi brandelli di fatica, avvolti in arroventati sandali, rimangono desti al tichettio dei miei passi, l'unico metronomo che mi guida alla verit&agrave;: Roma.</p>
<p>Grufolando con lo sguardo tra&nbsp; ciottoli consunti dalle preghiere di viandanti, che come me viaggiano su questa via, attendo le risposte. Corro, annusando la meta, eppure mi sento come se fossi appena partito: vuoto.&nbsp;</p>
<div>&laquo; <i>Perch&egrave; cerchi su questo cammino?</i> &raquo; chiesi curioso a un uomo a pochi passi da me.</div>
<p>&laquo; <i>Sono un essere umano celeste-terrestre vivente fallibile. Per questo erro</i> &raquo;&nbsp;mi rispose.</p>
<p>Dovevo percorre cos&igrave; tante miglia per accorgermi, a due passi dalla meta, che in verit&agrave; la mia strada &egrave; quella su cui cammino, in ogni istante eterno del mio esistere mortale?</p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sigerico.it/public/post/cercando-cercatori-alla-ricerca-276.asp]]></link>
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	<dc:date>2009-04-05T00:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Fecobati</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Orma lucens]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Voi c'ascoltate, il volger de le sfere, celesti, lasciate i vani patimenti ed un istante, le mani giungete nel silenzio, volgete il guardo al cielo e con noi umili, che lo Spirito infuse di belt&agrave;, che lacrimae e martirio asciugammo con le ciglia, guardate il mistero: oh pellegrini!<br />
<br />
Noi semplici Giovita e Faustino, da la Brixia di Apollonio Santo, lasciammo il ferro per la palma, gli agi per la croce e l'alto censo pel segno dei reietti; 'l foco non ci arse&nbsp;ma cull&ograve;, e l'acqua sgorgava a Rebuffone dal battesimale, Angeli ci portaro in vita, fuor da le gabbie de l'umana miseria.<br />
<br />
Sulla via, incatenati, lasciammo l'orma del canto e la preghiera, e fino alla Cittade Eterna soffrimmo la stortura, con gioia e con letizia, l&agrave;, ove la fera ci lamb&igrave;, divorando altres&igrave; l'insegna del potere&nbsp;e l'alma sua compassionevole sar&agrave;, s&igrave; che Afra allor si convert&igrave;.<br />
<br />
Anche questo cammin d'allora custodiamo,da qui ove spazio e tempo battono l'incanto, ascoltate: nel pianto del bimbo straniero, nel tristo guardo della meretrice, l'Onnipotente riconoscete e sempre lodate; sereni percorrete questa vita e quella strada:</p>
<p><i>Dio vi benedica Romei a venire!<br />
</i></p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sigerico.it/public/post/orma-lucens-275.asp]]></link>
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	<dc:date>2009-04-04T00:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Anto Nello</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[1640]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel sudore di notti sveglie, nel girovagare di anima irrequieta. Domani, s&igrave; domani. Vesti leggere di iuta mendiche che mentono ch&rsquo;io sia e su, fuori Porta Romana.</p>
<p>A testa bassa l&rsquo;andare ed il venire dei piedi, sorta di rosario perch&eacute; pregare non so; a testa bassa e che marrano mi prenda e mi batta forte.</p>
<p>L&rsquo;erba mi trattiene, affondo fra i rovi; ortiche e rami bassi, non son degno di pestare la via della penitenza.</p>
<p>Sotto porta Viterbese l&rsquo;odore di Donna Olympia ancor mi brama ma ora, porta Montana e la notte mi invitano ad un rifugio sicuro.</p>
<p>Ecco la luna bianca di cielo basso, riflessa su specchio d&rsquo;acqua incurante; qualcuno mi segue. Profumo di legna che arde in case serie, chiuse a chi come me &egrave; fuori; latrare di cani segnano il mio andare.</p>
<p>Solo, finalmente, sobrio mi parlo, parlo ad un&rsquo;anima che credevo non mia; l&rsquo;ansia mi affanna. Ora son alto, sopra come non sono stato mai, posso vedere lontano, fra luna ed orizzonte, luci riflesse. Mi giro, rumori vicini si fermano al mio sentire. Ormai &egrave; giorno, il freddo mi punge, la fiacca mi scalda, l&rsquo;impresa mi solleva.</p>
<p>Non son solo e son contento. Brava gente ed io con loro, il grande fiume a manca, la via &egrave; strada, e la strada &egrave; diritta di fronte, leggere le gambe ed ancor pi&ugrave; il cuore.</p>
<p>Domani torner&ograve; e nulla sar&agrave; come prima; racconter&ograve; di Te, della tua maestosit&agrave; e della Via che porta a Te, della sua piet&agrave;, di preghiere lastricata che cura chi la pesta.</p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sigerico.it/public/post/1640-274.asp]]></link>
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	<dc:date>2009-04-03T00:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gabriele</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'oro della Pimpaccia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Mi trovo ad andare senza meta per il centro, forse inconsapevolmente verso S. Pietro. Certo l&rsquo;illuminazione di questi vicoli, cos&igrave; tipici e affascinanti, lascia un po&rsquo; a desiderare. Meno male che vicino a me c&rsquo;&egrave; mio marito, altrimenti avrei paura. Qualche brivido mi corre comunque lungo la schiena. Non si pu&ograve; fare a meno oggi di pensare ai tanti orribili fatti di cronaca nera che leggiamo sul giornale o vediamo in TV. C&rsquo;&egrave; la tendenza ad enfatizzarli, per distrarre l&rsquo;attenzione da altro.</p>
<p>Mentre cammino ascolto, in stato di allerta, i miei passi risuonare sui sampietrini. La serata &egrave; fredda, ma ad un certo punto arriva proprio una ventata di gelo, tanto che sento il bisogno di stringermi al braccio di Enrico e chiudere l&rsquo;ultimo bottone del cappotto.</p>
<p>All&rsquo;improvviso un fracasso come di ruote sul selciato ed una carrozza nera quasi ci travolge. <br />
Facciamo appena in tempo a fare un salto indietro e guardiamo allibiti la carrozza che s&rsquo;inchioda di fronte a noi.</p>
<p>Dalla carrozza esce prima una mano, che scosta una tendina, e poi il volto di una donna. Vengo trafitta dal suo sguardo che sembra attraversarmi da parte a parte. Il volto stravolto dalle lacrime.</p>
<p>Dal finestrino la sua voce mi giunge come un sibilo - &ldquo;<i>Siete pellegrini? Venite da lontano?</i>&rdquo;</p>
<p>Poi, senza attendere una risposta che noi non sapevamo dare, tramortiti come eravamo dalla paura, prosegu&igrave; concitata:</p>
<p>&ldquo;<i>Nun &egrave; giusto che&nbsp; io non abbia pace nimmanco da morta. Continuano a perseguitamme. Nun c&rsquo; hanno mai avuto piet&agrave; de me, vedova tre vorte. So&rsquo;condannata a percorre &lsquo;ste stradine da trecent&rsquo;anni, e ne ho viste de cose! Devo sconta&rsquo; li preggiudizi e le maldicenze che se so&rsquo; fatti su de me e ancora nun je abbasta. Volevo entra&rsquo; nella storia, ma no come &lsquo;n&rsquo;avida, &lsquo;n&rsquo;arrampicatrice e perfino come l&rsquo;amante der Papa</i>.&quot;</p>
<p>&quot;<i>E&rsquo; puro vero, ma quelli che &lsquo;na volta erano difetti oggi so&rsquo; preggi! Che &egrave; sta storia che vado ancora &lsquo;n giro co&rsquo; le casse d&rsquo;oro? Guardate qua&rdquo;- e apr&igrave; lo sportello- &rdquo; vedete quarche cosa? Se so&rsquo; magnati tutto loro e hanno detto che me l&rsquo;ero rubbati! M&rsquo;hanno puro mannato a mori&rsquo; de peste a San Martino al Cimino. Nell&rsquo;aldil&agrave; questo nun importa, ma io me ce continuo a rode. So&rsquo; Donna Olimpia, la Maidalchini,&nbsp; la&nbsp;Pimpaccia, pe' le malelingue, l&rsquo;avrai capito, e vojo giustizzia</i>.&rdquo;</p>
<p>E poi abbassando la voce e ingentilendo la maschera del viso:</p>
<p>&ldquo;<i>Posso chiede scusa der passato, come ho visto fa' a tant'antri, e riposa&rsquo; in pace, finarmente</i>?&rdquo;.<br />
&nbsp;</p><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.sigerico.it/public/post/l-oro-della-pimpaccia-273.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.sigerico.it/public/post/l-oro-della-pimpaccia-273.asp</guid>
	<dc:date>2009-04-02T00:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Tiberina</dc:creator>
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